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Chiesa dell' Immacolata

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Chiesa dell' IMMACOLATA

La chiesa dell'Immacolata (o del Carmine) possedeva il beneficio di Santa Maria della Misericordia e dell'Annunziata, di patronato spagnolo, poi Carafa.
Questa, sede dell’omonima arciconfraternita, faceva parte anticamente del distrutto convento degli agostiniani. La chiesa ha una facciata, recentemete restaurata, delimitata lateralmente da doppie lesene affiancate, su cui poggia il cornicione e il timpano. Unici elementi decorativi il grande portale e la soprastante nicchia dove è affrescata l' Immacolata.
Addossato sulla fiancata sinistra della chiesa è il bel campanile di forma settecentesca, di recente restaurato anche nei suoi squillanti colori tipici dell'architettura meridionale dei sec. XVIII e XIX. L'interno della chiesa è riccamente decorato in stile barocco, abbellita con stucchi verso la fine del '800, è ad unica navata con quattro altari laterali, due dei quali, in marmi policromi, risalgono al 1729.
La volta a botte, decorata con stucchi, presenta al centro un grande dipinto ovale datato 1933 e firmato dal pittore napoletano G.M. Girosi, raffigurante la proclamazione del dogma dell'Immacolata. Sempre del settecento è la balaustra in marmi mischi che separa la navata dal presbiterio. Sull'altare vi è una statua dell'Immacolata in marmo bianco che il Frangipane ricordava come di scuola siciliana del sec. XVIII. Di notevole pregio artistico è la statua lignea del Cristo alla colonna del sec. XVIII, che nel modellato e nell'espressione patetica ricorda la grande tradizione scultoria napoletana del seicento. Interessante è anche la statua lignea dell'Immacolata, verosimilmente di bottega serrese del XVIII e XIX sec. La statua, in origine, presentava altri elementi scolpiti in legno: nuvole, angeli, ed un abbondante manto, che vennero eliminati e sostituiti con un vestito e un manto di stoffa affinchè si rendesse più agevole il trasporto, per le processioni. La forte devozione dei fedeli produce ancora oggi arricchimento e innovazione alla statua - Ultimo è lo stellario d'oro eseguito dall'orafo Franco Cannizzaro su disegno del confratello Emilio Fameli - II nimbo è composto da due anelli concentrici di circa 850 grammi d'oro. Sull'anello esterno sono poste a regolare distanza le stelle a otto punte in lamina d'oro e con al centro un brillante di mezzo carato. I due anelli sono raccordati da una raggiera formata da motivi geometrici triangolari racchiudenti globetti d'oro e intervallati da pal-mette stilizzate che si diramano da uno zaffiro blu di un carato.
Tra gli arredi mobili si segnala un organo a cassa indipendente con prospetto superiore a una campata divisa da un pilastrino e con decorazioni di volute in legno dorato. Le ante, su cui è segnata la data 1771, sono dipinte ad olio con motivo di finti marmi. Le canne della facciata sono distribuite in due campate (nove per parte, degradante verso l'esterno). I registri, con tiranti a pomello , sono collocati a destra della tastiera a "finementre la pedaliera è incassata.
Anticamente dedicata alla Natività (o Misericordia) la chiesa dell' Immacolata venne consacrata nel 1908 dal Vescovo
Mons. Del Rio.
L'
Arciconfraternita dell'Immacolata e delle anime del Purgatorio, fu approvata dalle autorità ecclesiastiche e riconosciuta con Decreto Reale di Ferdinando IV il 4 settembre 1784. Nel 1932 venne acquistato un magnifico organo liturgico, collaudato dal rinomato organista Padre Roberto Rossi.
A fianco della chiesa si trova ciò che rimane di un elegante
giardino gentilizio.


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