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Estensione del territorio

Il territorio

Il territorio di Caulonia, che abbraccia monti e colline fino allo specchio di mare antistante, si colloca al terzo posto dell'intera provincia di Reggio Calabria, dopo Reggio Calabria e San Luca. E parecchi sono anche i nuclei abitati dell'entroterra, raggruppati in frazioni, borgate e piccolissime contrade rurali. Oltre al centro storico infatti vi sono alcuni nuclei di antico insediamento, eccezion fatta per Caulonia Marina che sorge in seguito alle disastrose alluvioni del 1951 e del 1972 (attualmente la Marina vanta la presenza di un moderno e attrezzato centro abitato che si colloca come una delle località costiere più attraenti della costa jonica). Le altre contrade invece sono più o meno periferiche rispetto alla S.S. 106 e conservano un aspetto rurale dal fascino antico e suggestivo.

Le frazioni di Ursini, San Nicola, Campoli e Agromastelli erano dei centri popolosi e pieni di vita, prima del fenomeno dell'emigrazione e dell'abbandono che, dalla fine dell'Ottocento, continua ancora oggi a renderli desolati e profondamente nostalgici. A parte Carrubara e Focà, la stessa sorte, o peggio, è toccata alle borgate più piccole. - (vedi sezione >>frazioni>borgate)

La tendenza di queste località, alcune molto vicine tra loro, è lo spopolamento totale. Ma i ruderi delle case di pietra conservano ancora il ricordo di una vita passata attiva e ricca di attività legate alla terra. La caratteristica più comune delle case dei borghi rurali è la costante presenza di determinati ambienti di lavoro, come:

- U catòiu, stanza rustica dove la donna di un tempo impastava il pane, conservava i formaggi, le olive in salamoia, le "frittole", i fichi e i pomodori secchi, i sottaceti, l'origano, il finocchio selvatico, i fagioli secchi, le fave e le cicerchie, la farina e l'olio, svolgendo ogni attività legata ai prodotti della terra e alla cucina;

  • U parmèntu, il luogo dove l'uomo, il capofamiglia, pigiava l'uva e dove vi si conservavano le botti per il vino, dove si appendevano i salami, le salsicce, le soppressate e la pancetta, dove si conservava la frutta e gli ortaggi di stagione, le cipolle intrecciate, i peperoncini "arrestati" e le pannocchie, dove si stendevano a terra le patate e le infinite varietà di fagioli prima della pulitura.
  • U cocipani, forno per il pane costruito artigianalmente con l'argilla e i mattoni pieni, usato dalla donna per infornare non solo il pane ma anche biscotti e, in base alle stagioni, olive e frutta.

Esplorare questi luoghi della tradizione con gli umili oggetti che arredavano la casa, diventa un'esperienza sensoriale unica e ricca di emozioni, rievocando profumi, usi quotidiani, gesti semplici e genuini carichi di umanità.
(di Maria Elisa Campisi)

roccisano

* immagine tratta dallo STRADARIO (redatto da Luigi Roccisano)

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