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Visita al Centro Storico
l' itinerario per la visita al Centro Storico è tratto dalla sezione ITINERARI di Gustavo Canizzaro,
parte della GUIDA storico-artistica prodotta nel 1999 a cura dell' Amministrazione Comunale
Gli approfondimenti araldici sugli stemmi sono tratti dal manuale didattico "Pan perì Symbolon" di Maurizio Carlo Alberto Gorra con saggio di Marilisa Morrone
(mappa provvvisoria tratta dal libro ''Ititnerari Cauloniesi'' - stiamo elaborando una nuova mappa
L'itinerario per la visita alla Zona Bassa "jusu", prosegue ripartendo da piazza Mese, andando verso la chiesa Matrice.
Sotto la volta del campanile della chiesa Matrice ha inizio la via Regina Margherita e con essa il secondo itinerario. Via Regina Margherita, importante arteria di Castelvetere, collegava la porta Sant'Antonio con la porta Pusterla, entrate dell'antico centro, fin da quando gli sventramenti del secolo scorso hanno dato origine alla via Vincenzo Niutta. Da pochi anni, con l'adozione del senso unico, il traffico automobilistico circola nel primo tratto di via Regina Margherita, restituendo ad essa una primaria importanza. La parte alta della via declina in una zona più bassa, dove trovasi ubicata l'ottocentesca
Chiesa di San Michele
Lateralmente alla chiesa si snoda la breve e stretta via omonima, fiancheggiata da basse case in pietrame cui si contrappongono, per mole ed originalità, l'abside della Matrice e il
Palazzo Asciutti di Poligori
Ripercorrendo il breve tratto a ritroso si ritorna su via Regina Margherita, che discendendo ripidamente sfiora largo San Silvestro, dove trovasi l'omonima chiesa.
Chiesa dei Santi Silvestro e Barbara
Subito dopo la chiesa, ci si immette nuovamente in via Vincenzo Niutta, nel tratto conosciuto con la denominazione di "Lamia" (volta); già luogo tra i più animati e caratteristici del centro. Lungo la via si erge maestosa la facciata dell'ex
Palazzo Asciutti-Crea di Tarsia
Il percorso continua lungo la fascia perimetrale del palazzo che svolta sulla via Ilariantonio Deblasio, degradante anch'essa, per conformazione del territorio, verso
Piazza Seggio
Lasciata alle spalle piazza Seggio si imbocca nuovamente via Regina Margherita, la quale, notevolmente ristretta, si inoltra nella zona bassa e più antica di Caulonia che precaratteristiche urbanistiche originali. Tutta questa zona è denominata "Judeca". Tale toponimo rimane a testimonianza della presenza in Castelvetere di una consistente comunità ebraica assimilata poi all'elemento locale. Sul lato destro della via si sviluppa la vetusta facciata di quello che doveva essere uno degli edifici più importanti ed interessanti di Caulonia:
Palazzo Musco
Svoltando l'angolo di detto edificio, la via si slarga in quella che oggi è la piazzetta San Zaccaria così detta dall'antica
Chiesa di San Zaccaria
Riprendendo il percorso, si ripresenta palazzo Musco con l'imponente suo portale sormontato da finestra con timpano, al centro la via dopo pochi metri sbocca nella piazzetta Garibaldi o "Mortida". La Mortida nella parte alta è delimitata da tre edifici armoniosamente fusi nelle loro forme architettoniche così da farne una delle più suggestive e signorili piazze di Caulonia. Anche in questa piazza si ergeva al centro una bella fontana su base granitica, oggi collocatasi nella parte bassa della stessa. Degno di nota è il portale del
Palazzo Campisi
Superata la piazzetta ci si immette in via del Carmine o "Maietta". Oggi, a seguito alla demolizione di vecchie case, si presenta spaziosa, mentre, fino ad anni orsono conservail tipico aspetto di strada stretta, contorta, quasi vicolo. La via è fiancheggiata da un muro che la isola dallo strapiombo che si affaccia sulla vallata del fiume Amusa. Da questo punto è possibile abbracciare con lo sguardo una vista panoramica di tutta la parte alta del paese culminante con il campanile della chiesa Matrice e la facciata del SS. Rosario e i ruderi del convento dei domenicani. Seguendo il percorso, sulla sinistra si erge la facciata del Teatro vecchio, già
Chiesa di San Leo
lasciato il teatro, continuando per la via del Carmine, si arriva nell'omonimo largo dove trovasi ubicata la chiesa dell' Arciconfraternita dell'Immacolata e delle Anime del Purgatorio.
Chiesa dell' Immacolata (o del Carmine)
Retrocedendo da largo Carnine, dopo pochi metri si arriva nella inclinata e stretta via Teatro che, insinuandosi a mò di vicolo tra case con facciate di pietra, sbocca nella ripida via Sant'Antonio. Questa ultima via termina con l'omonima e vecchia porta, che costituiva l'entrata principale alla città, oltre le altre tre della
Cinta muraria
Risalendo da porta Sant'Antonio subito sulla destra si diparte via San Biagio.
La via, stretto vicolo proteso in salita, culmina con una caratteristica scala che conduce in prospicienza dell'abside della piccola
Chiesa di San Biagio
Continuando lungo la medesima via e voltando a destra, dopo alcuni passi inizia sulla sinistra vico 1° San Biagio. Da non tralasciare, poiché costituisce con le sue costruzioni spontanee un tratto particolare: trovasi in esso una originalissima scala in pietra, che dopo la piccola rampa iniziale si dirama in maniera asimmetrica su due rampe opposte sostenute da volte in laterizio, tipiche delle costruzioni rurali del nostro meridione. Il vico finisce su uno strapiombo, dal quale è possibile ammirare il vasto panorama della parte alta del paese:
Slargo San Biagio
Si ritorna sulla via San Biagio e, proseguendo sulla stessa, al numero civico 9 si trova un interessante portale in granito grigio e tufo rosa: è ciò che rimane di un interessante edificio, perché in questa zona sorgeva il vecchio convento di Santa Maria di Valverde, prima che venisse trasferito nella zona alta del paese. Dopo una breve discesa si svolta subito a destra in via San Gerolamo; oltre l'omonimo slargo e una ripida discesa ci si immette in via Vallone e, attraversatela ortogonalmente, si raggiunge in breve tempo l'imbocco di via Tommaso Campanella, la quale, risalendo a serpentina, con brevi tratti a scalinata, porta al piano su cui si erge l'ottocentesco
Palazzo Asciutti di Rodinò
Via Tommaso Campanella diventa meno angusta nel tratto antistante l'edificio e attraverso largo Manganello, conduce sullo spiazzo detto
Piazza Bellavista
Lasciata "Bellavista", che è anche stazione autobus, ci si immette sul tratto di via Roma che scende fino all'altezza di via Porta Allaro, dove trovasi ubicata l'omonima porta.
Oltrepassata questa, si sale la via fino al numero civico 1, dove si può ancora vedere un antico portale in tufo, con soprastante stemma gentilizio sotto il quale si legge la data 1771:
Casa Protopapale
si retrocede di pochi passi per immettersi sulla salita Portella, che, come tutte le vie e viuzze interne, è stata di recente ripavimentata con ciottoli di pietra di fiume in richiamo all'antico acciottolato già occultato negli anni sessanta da indiscriminate pavimentazioni in cemento.
Salita Portella congiungendosi con via Strati riconduce a mò di scorciatoia nella zona elevata di Caulonia. Alla sommità di questa via ha inizio la stretta via dei Nobili, che ripropone spazi angusti, archi di scarico, ballatoi, abitazioni addossate e, dopo il solito percorso serpentino confluisce in via Badia. Il primo tratto di via Badia sbocca in uno slargo dove sono ancora visibili le tracce di un antico palazzo
ex Palazzo Nescis
La via Badia continua fino al largo San Nicolello, delimitato su un lato dalla fiancata della chiesa di santa Maria dei Minniti; da qui tramite una breve discesa si ritorna su piazza Mese.
Qui finisce l'iterario di visita della Zona Alta "jusu"